- Vibram Megagrip Scarpe
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Descrizione
Vibram MegaGrip, una tanto decantata suola, spesso descritta come la migliore in assoluto, vi si leggono solo lodi e nessuno parla di difetti: basta e avanza per volerla provare. Infatti già l’avevo provata qualche anno addietro su una scarpa da vertical (Altra King MT 1.5), appositamente acquistata, rilevandone alcuni limiti che, sostanzialmente, non la rendevano poi così miracolosa come avevo letto. Quella, però, era una suola personalizzata su specifiche Altra e mi era rimasto il dubbio che i limiti riscontrati potessero essere legati a questo: appena mi si è presentata l’occasione ho fatto risuolare con suola Vibram MegaGrip originale due scarpe da trail. Dopo averci ho fatto decine di uscite su tutti i tipi di fondo compresi neve e ghiaccio, su percorsi semplici e tecnici anche molto rovinati, su lunghezze dai cinque ai trenta chilometri, camminando e correndo, con temperature dell’aria da zero a venticinque gradi, con terreno asciutto e bagnato, dopo averle insomma provate per bene, ecco i risultati.
Analisi visiva della suola
I tasselli sono da 4mm, a mio parere il giusto compromesso tra peso, tenuta e scorrevolezza. Hanno quasi tutti forma triangolare e sono sensibilmente più piccoli della media, riducendosi ulteriormente in punta e nel tallone. Posizionati in modo differenziato conferiscono all’insieme una tenuta multi-direzionale. Un terzo dei tasselli sono raggruppati due a due con contornatura più bassa e leggermente discosta a formare dei rombi. Anche la spaziatura tra i tasselli in alcune zone è inferiore alla media. Al centro la pastrina gialla del marchio fa da grosso tassello di tenuta. Nel punto di piegatura della scarpa la disposizione dei tasselli è fatta in modo da lasciare un corridoio leggermente più ampio e rettilineo degli altri. La gomma, pur non essendo rigida, è abbastanza dura, quindi certamente durevole. Da nuova la superficie dei tasselli si rileva leggermente collosa, lo si percepisce già toccandola con le dita, ma si conferma camminando sul pavimento di casa: si sente il classico rumore di una suola che si incolla leggermente al suolo. Flessibilità non elevatissima ma comunque buona.

Analisi pratica
Al lato pratico, premesso che il meglio si inizia a percepire dopo una ventina di chilometri d’utilizzo (quando svanisce la patina superficiale presente su tutte le suole nuove), ho rilevato una tenuta molto buona che dona velocemente un senso di fiducia e tranquillità. Comunque non è miracolosa come tanti dicono: lo scarico del fango, specie sulla parte posteriore, non è completo e questo crea la possibilità di scivolare; le rocce lisciate dall’uso, specie se bagnate, vanno comunque prese con una certa attenzione, così come pure le radici e altre superfici in legno (ponticelli ad esempio) quando bagnate. Altre superfici limite sono l’erba isiga ripiegata e, anche se risulta ovvio, il ghiaccio vetrato. Da segnalare che sul ghiaccio ruvido la tenuta è invece molto buona. Scavalcando pietre ruvide bisogna, come con tutte le suole tacchettate ad alta tenuta, fare molta attenzione: se ci si struscia sopra con il piede ci si può restare aggrappati e, specie nella corsa in discesa, si rischia di catapultarsi distesi a terra. Altro rilievo riguarda la rigidità della suola che, durante la corsa su fondo duro, comporta un urto a terra piuttosto secco e rumoroso: dopo molte ore di cammino o corsa si inizia a percepire fastidio sotto le dita del piede (invero rilevato solo sulla scarpa più rigida delle due risuolate). La flessibilità non elevatissima dona supporto al piede negli appoggi di punta su piccole asperità, pur lasciando una buona agilità e dinamicità (ma qui il discorso è molto legato anche alla scarpa utilizzata). Dopo circa trecento chilometri d’utilizzo (per ognuna delle scarpe risuolate) la suola e i tasselli non presentano segni di usura; anche sulle King MT dopo averci fatto più di seicento chilometri non c’erano segni d’usura: sostituite per sfascio della tomaia.

Conclusioni
In conclusione, non così miracolosa come molti affermano, qualche scivolata l’ho fatta anche se sempre controllata, ma sono ugualmente pienamente soddisfatto da questa suola: in poche ore d’utilizzo mi ha riportato a superare in velocità anche situazioni che prima, con suole non più nuovissime, affrontavo con cautela. Ma la cosa che più mi convince e che differenzia questa suola dalle altre usate, è che l’ottima tenuta permane anche dopo qualche centinaio di chilometri e pare possa continuare ancora per altre centinaia.
Ideuzza
Ritengo assai difficile, se non impossibile, creare una suola universale, ma, pensando a chi non è sponsorizzato e non dispone di grandi risorse economiche per cui non può permettersi di avere una scarpa diversa per ogni condizione di percorso e di fondo, sarebbe bello poter avere delle scarpe dove si possa facilmente e velocemente sostituire in autonomia la sola suola.









